Pectus Excavatum nel gatto: cause, sintomi e cura
Il Pectus Excavatum è una malformazione anatomica dello sterno, in cui la parete toracica appare schiacciata in senso dorso-ventrale. È una patologia che si può riscontrare sia in medicina umana che in medicina veterinaria e può colpire cani e gatti, anche se nel gatto è più frequente.
Questa anomalia congenita della gabbia toracica può rivelarsi pericolosa in quanto limita la capacità respiratoria. La flessione delle vertebre dello sterno verso l’interno del torace va infatti a ridurre lo spazio che solitamente è occupato dai polmoni e questo può causare disturbi cardiocircolatori e polmonari.
Sintomi del Pectus Excavatum nel gatto
I sintomi del Pectus Excavatum nel gatto possono variare a seconda della gravità della patologia. In alcuni casi più fortunati il gatto può non presentare alcun segno clinico e di conseguenza continuare a condurre una vita normale.
Nella maggior parte dei casi però il gatto affetto da Pectus Excavatum presenta uno o più dei seguenti sintomi:
- intolleranza all’esercizio
- debolezza fisica
- dispnea (difficoltà di respirazione)
- cianosi (mucose di colore bluastro)
- tosse
- inappetenza
- perdita di peso
- mancato accrescimento
- vomito
- deficit posturali
Diagnosi di Pectus Excavatum nel gatto
Il veterinario può emettere diagnosi di Pectus Excavatum con una semplice visita clinica, ma per un inquadramento più accurato del caso è necessario eseguire uno studio radiografico. Le studio radiografico è fondamentale per emettere una prognosi, cioè determinare la gravità, e per valutare se e come procedere con il trattamento chirurgico.
Trattamento del Pectus Excavatum nel gatto
Il Pectus Excavatum è una patologia che nelle forme più lievi non richiede una terapia chirurgica. Il trattamento chirurgico è invece fondamentale nei casi moderati e gravi: durante il corso della vita di un gatto potrebbe esserci necessità di doverlo sottoporre a procedure anestesiologiche per diversi motivi, oppure il gatto potrebbe essere colpito da patologie respiratorie.
Se queste condizioni si avverano in un gatto con ridotta capacità respiratoria, come quelli colpiti da Pectus Excavatum, la prognosi può rivelarsi infausta o comunque peggiorare il quadro clinico.
Quando intervenire: l’importanza dell’età
È fondamentale che la chirurgia venga effettuata in giovane età, attorno i 3-4 mesi di vita, quando le vertebre sternali sono ancora cartilaginee e quindi malleabili, non ossificate.
L’intervento si compone di più fasi. La prima parte della correzione del Pectus Excavatum prevede la realizzazione di un bustino rigido che viene sagomato attorno al torace del gatto in base alla sua struttura anatomica.
Si procede quindi sottoponendo il paziente ad anestesia generale effettuata con l’ausilio di un ventilatore assistito, ovvero una macchina che espande in autonomia e regolarmente il torace del gatto.
La tecnica chirurgica prevede di circondare le vertebre dello sterno con dei fili di sutura e, una volta posizionate tutte le suture, di trazionarle verso l’esterno facendole passare nei fori del bustino che viene fatto indossare al gatto. Le suture vengono quindi fissate al bustino.
Una delle fasi più critiche di questo tipo di intervento è sicuramente l’anestesia perché viene effettuata su un paziente che ha un’espansione polmonare ridotta rispetto alla norma. Inoltre, durante la trazione delle suture necessaria a posizionare le vertebre sternali nella nuova conformazione, possono insorgere traumi da riespansione polmonare: il polmone si dovrà abituare a lavorare nel nuovo spazio creato e con nuove pressioni.
Anche l’infissione delle suture attorno alle sternebre è una fase delicata. Solitamente i gatti operati sono molto piccoli, al momento dell’operazione pesano circa 1kg, per cui l’area d’azione del chirurgo è estremamente limitata ed il rischio di incorrere in una perforazione polmonare o cardiaca non è così remoto.
Decorso post-operatorio e recupero
Dal risveglio il gatto dovrà indossare il bustino per qualche settimana in modo tale che le sternebre possano ossificarsi nella posizione prestabilita ed il torace possa acquisire una nuova forma. Nel periodo post-operatorio si eseguono radiografie seriali ogni 10 giorni circa per controllare che lo sterno non ritorni alla sua conformazione di partenza.
Una volta avvenuta l’ossificazione dello sterno nella nuova conformazione imposta dal bustino, questo viene rimosso ed il gatto può tornare ad una vita normale, senza affaticamento e senza problemi respiratori.
Un caso clinico di successo
Nella foto riportata di seguito è visibile un gatto operato per Pectus Excavatum presso la Clinica Veterinaria San Carlo.
L’intervento ha avuto esito positivo e il paziente potrà condurre una vita normale, libera da difficoltà respiratorie.




