Vaccini nei cani e nei gatti: quali fare e perché

I protocolli vaccinali che abbiamo sviluppato alla Clinica Veterinaria San Carlo si basano sulle linee guida (Vaccination Guidelines Group, VGG) stilate dalla WSAVA, la World Small Animal Veterinary Association. Si stratta di una serie di regole, elaborate per la prima volta nel 2007 e aggiornate nel 2015, che hanno rivoluzionato il modo di vaccinare cani e gatti. Fino agli anni 2000, infatti, si usava vaccinare gli animali tutti gli anni per tutte le malattie; dopo gli studi della WSAVA si tende invece a vaccinare in modo più mirato: il principio che guida oggi i protocolli in vigore in molti paesi del mondo è “vaccinare meno, ma vaccinare meglio”.

 

Perché vaccinare?
Prima di spiegare quali sono i vaccini che proponiamo alla Clinica Veterinaria San Carlo, è importante ricordare a tutti i proprietari che le malattie infettive causate da virus e batteri possono essere molto pericolose e alcune di esse arrivano a causare la morte di cani e gatti. Per di più si tratta spesso di malattie contagiose, che possono quindi essere trasmesse con facilità durante il contatto tra gli animali. Considerate poi che in alcuni casi le malattie infettive agli stadi iniziali non causano nemmeno sintomi espliciti ed è quindi difficile identificare un cane o un gatto come una possibile minaccia per i suoi simili.
Vaccinare significa ridurre i rischi per il proprio animale, ma anche per tutti quelli con cui il vostro entrerà in contatto.

 

Come vaccinare?

Le linee guida della WSAVA hanno messo in luce il fatto che possedere animali da compagnia in differenti parti del mondo è molto diverso sia dal punto di vista pratico che economico. Il cane di un abitante di una delle nostre città in Italia, ad esempio, passerà diverse ore in casa, frequenterà aree verdi cittadine, e verrà visitato con frequenza annuale da un veterinario; il cane di un abitante di una sperduta isola thailandese, invece, sarà probabilmente tenuto all’aperto per la maggior parte del tempo, entrerà potenzialmente in contatto con molti cani randagi e potrebbe essere condotto dal veterinario solo occasionalmente, per situazioni molto gravi.

Le raccomandazioni per la vaccinazione che si possono applicare al cane di città che vive in Italia, quindi, possono essere diverse rispetto a quelle che si possono applicare al cane thailandese. Immaginate come, allo stesso modo, siano differenti dal punto di vista delle necessità di vaccinazioni, un gatto persiano che vive in appartamento, ed un gatto europeo nato e cresciuto in ambiente di campagna, che entra in casa solo per mangiare.
 

 

Come orientarsi dunque se le differenze ambientali influiscono così tanto sulla necessità e tipologia dei vaccini?

Nel documento della WSAVA, sono stati individuati una serie di vaccini di cui si raccomanda possano beneficiare, con intervalli regolari, tutti i cani e tutti i gatti in diverse parti del mondo; questi vaccini sono etichettati come “core”.
Per i cani i vaccini “core” sono quelli che proteggono contro:

  • cimurro
  • adenovirus canino
  • parovirus canino

Per i gatti i vaccini “core” hanno l’obiettivo di prevenire le infezioni da:

  • parvovirus felino
  • herpesvirus felino
  • calicivirus felino

Le vaccinazioni cosiddette “non core” sono invece quelle che vengono consigliate soltanto ai soggetti a rischio. Per fare un esempio, il vaccino contro la leishmaniosi canina, seppure la malattia sia molto presente sul nostro territorio, non è al momento tra i vaccini inclusi nel gruppo degli “obbligatori” e questo anche per ragioni inerenti il vaccino stesso, la protezione che è in grado di fornire, e il livello di esposizione alla malattia che varia molto da soggetto a soggetto.
Fa eccezione invece il vaccino per la leptospirosi, una grave patologia causata dai batteri presenti nelle urine dei roditori che colpisce il fegato e i reni del cane. Pur non essendo un vaccino “core” è opinione condivisa che questa vaccinazione sia da effettuare anche in quei cani che vivono in città, e poiché fornisce una immunità transitoria, della durata di un anno, ne consigliamo il richiamo annuale.
Un altro esempio, relativo al mondo dei gatti, riguarda il vaccino contro la leucemia felina; questo non viene solitamente proposto per i gatti che vivono in casa, mentre è utile per i gatti che vivono in colonie e gattili oppure per quei gatti che pure vivendo in ambiente domestico hanno accesso all’esterno (cortili, tetti ecc.) e possono quindi venire a contatto con altri gatti.
 
 

Quando vaccinare?
Oltre a distinguere i vaccini in core e non core, gli studi condotti dal Vaccination Guidelines Group hanno posto l’attenzione anche sulle tempistiche dei protocolli vaccinali.
Per quanto riguarda le malattie virali, si è scoperto che l’organismo ha una sorta di memoria nello sviluppare gli anticorpi in seguito alle vaccinazioni. Questi anticorpi durano 2, 3 e in alcuni casi anche 4 anni; ciò significa che non ha senso vaccinare un cane o un gatto quando il livello di anticorpi è ancora protettivo dal vaccino precedente.

 

Come vacciniamo alla San Carlo?
I protocolli vaccinali in vigore nella nostra clinica sono in linea con quanto suggerito dalla WSAVA; cerchiamo di elaborare un piano vaccinale personalizzato per ogni nostro paziente, tenendo conto:

  • dello stile di vita
  • dell’età
  • della presenza o meno di particolari patologie
  • di quanto un animale (in particolare un cucciolo) ha potuto stare a contatto con la madre ed il resto della cucciolata 

Per i cani suggeriamo:

  • vaccinazioni “core” nel cucciolo, da ripetere al compimento dell’anno d’età e ogni 3 anni.
  • vaccino contro la leptospirosi ogni anno.

Per i gatti suggeriamo:

  • vaccinazioni “core” nel cucciolo, da ripetere al compimento dell’anno d’età e ogni 3 anni.
  • vaccino per la leucemia felina con richiamo annuale, solo ai soggetti che entrano in contatto con altri gatti o che vivono all’esterno.

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